domenica 3 giugno 2007

L'Italia, paese di gommapiuma?


Giovedì c'è stata una riunione condominiale.
Durante questa riunione, ho esposto una proposta che mi frullava per la mente da qualche tempo.
L'idea era semplice ma efficace; nel parcheggio di proprietà condominiale c'è un bel muro di tufo alto due metri e mezzo e lungo quasi quattro, a mie spese lo avrei attrezzato con un certo numero di appigli in resina per l'arrampicata sportiva.
Lo avrei, in pratica, trasformato in un boulder.
Il boulder è fondamentalmente un basso muro arrapicabile, dove è possibile sfogare la propria voglia di movimento senza incorrere nei pericoli della gravità.
Il pensiero era andato a quei bambini che frequentano il parcheggio il cui unico diversivo è il pallone.
Non me lo aspettavo ma la proposta è stata accettata di buon grado.

La possibilità di dare ai bambini e perché no, ai grandi un gioco diverso è piaciuta.
E' stato però l'amministratore a freddare immediatamente gli animi.
La legge italiana è irremovibile.
La responsabilità sarebbe del condominio, qualunque cosa succeda e qualunque cosa si scriva.
Ovviamente, l'idea è morta.
Questo m'ha fatto riflettere.
E' possibile che viviamo in un paese dove la responsabilità delle proprie azioni non esista?
E' possibile che lo stato si comporti come una madre troppo premurosa, che per il bene dei figlioletti gli fa indossare la maglia di lana ad agosto?
Io ho l'impressione di si.
Pur di proteggere i propri cittadini, si impedisce loro di crescere impedendogli di imparare cosa è bene e cosa è male.
Vengono imposti limiti di cinquanta chilometri orari su strade di scorrimento come, per chi la conosce, la Tiberina alle porte di Roma.
Si regolamenta il regolamentabile e si mette in sicurezza qualunque cosa che la fervida immaginazione del legislatore partorisce.
M'è capitato di vedere un sentiero chiuso per pericolo frane, sicuramente, poiché il sentiero passava sotto delle alte rupi il pericolo esiste ed era sempre esistito, da quando quel sentiero era stato creato, probabilmente molte, ma molte centinaia di anni fa.
Qualunque cosa sta in alto può prima o poi cadere.
Io e il mio compare in quel momento pensammo che un bel cartello “Si sconsiglia di percorrere il sentiero, se lo si percorre lo si fa a proprio rischio e pericolo”, sarebbe stato più che sufficiente, ma forse sbagliavamo.
I bimbi piccoli vanno protetti, ma quale è il limite che impedisce al bimbo di imparare la prudenza?
Con un veloce sguardo oltralpe, si nota subito la differenza, si nota spesso, uno stato presente ma non oppressivo, provate a fare un salto in Francia e notate dove sono messi i limiti di cinquanta chilometri orari.
Io la prima volta per poco non uscivo di strada, abituato ai limiti italiani piazzati a casaccio ho imboccato una curva un poco allegro, ma loro mi avevano avvertito, cinquanta!
Prendere quelle curve francesi con una velocità anche di pochissimo superiore, sarebbe stato degno del rally di Montecarlo.
Perfino negli U.S.A. dove ci sono tanti avvocati quanti piccioni a Roma e si denuncia come da noi ci si lava i denti la gente è più portata alla responsabilizzazione.
Pensate che costruiscono perfino degli skate park nei parchi pubblici.
Ma ve la immaginate a Roma una bella struttura tutta dossi, rampe e halfpipe in piena villa borghese, con decine di ragazzi e ragazze che volteggiano?
Sarebbe altrettanto piena di mamme e papà terrorizzati che i loro ragazzi si possano far male.
Meglio a casa davanti alla televisione a vedere Costantino, qualche bel reality o del sano wrestling.
E quando più grandicelli, delle sane notti in discoteca.

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5 Commenti:

Blogger MFM - bummi ha detto...

Di gommapiuma sono le teste di certe persone. E' ovvio che se tuo figlio gioca a casa mia e si fa male ne rispondo io a livello di responsabilità legale. Chissà se certe persone quando invitano gli amichetti dei figli a casa loro hanno in mente questa cosa.
A questo punto però mi chiedo: questi che razza di persone frequentano? Tu hai amici che temi ti denuncino se i loro figli si fanno male in casa tua?

5 giugno 2007 alle ore 08:41  
Blogger Manuel ha detto...

Il problema è: c'è bisogno di leggi che proteggono tutto, tutti e in ogni situazione?
Se mio figlio facesse un'attività pericolosa o comunque non espressamente studiata per un bimbo della sua età, sta a me vegliare su di lui e valutare la situazione.
E la responsabilità sarebbe solo ed esclusivamente mia.
Solo l'idea di denunciare un amico chiunque altro per una mia mancanza è fuori dalle mie capacità.
Prima di pensare cosa possono fare gli altri per la mia sicurezza è bene pensare cosa posso fare io per la mia sicurezza.
Per me questa riflessione è fondamentale.

5 giugno 2007 alle ore 09:45  
Blogger MFM - bummi ha detto...

>...Per me questa riflessione è fondamentale.

Temo che tu ti sia già spinto troppo oltre la media. Riflettere in senso compiuto purtroppo non è da tutti.

5 giugno 2007 alle ore 13:54  
Anonymous Anonimo ha detto...

non è detto che i genitori degli amichetti siano a loro volta amici di famiglia...
qui non si riescono quasi più ad organizzare gite CAI per giovani/giovanissimi, proprio per questioni di responsabilità: genitori che consegnano i figli agli accompagnatori e se ne fregano di tutto, salvo poi saltare su come vipere SE capita qualcosa.
stiamo diventando un mondo di non so cosa...

5 giugno 2007 alle ore 15:15  
Blogger Manuel ha detto...

Marzia, questa che hai raccontato è una delle controindicazioni più tristi di questo modo di pensare e di legiferare.
Un aneddoto: Pineta Sacchetti è un parco che si trova a Roma, bello e piacevole.
Durante una passeggiata, mi accorsi che la gente si fermava esattamente la dove finivano i secchi dell'immondizia ed il selciato.
Eppure non cerano cartelli ad indicare un qualche divieto.
Le persone si erano automaticamente fermate al termine dell'urbanizzazione, quasi ad aspettare un qualche permesso e una qualche sicurezza.

5 giugno 2007 alle ore 20:33  

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